Come valutiamo gli operatori: il metodo completo, per esteso
Un confronto vale quanto il metodo che lo produce. Questa pagina descrive il nostro per intero, comprese le cose che abbiamo deciso di non pubblicare.
Da dove vengono i dati
La base di ogni scheda è il registro dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Da lì prendiamo tre valori: il codice della concessione, la ragione sociale del concessionario e il dominio a cui la concessione si applica. Sono dati pubblici, non interpretabili e ricontrollabili da chiunque in un minuto.
Ogni volta che li riprendiamo annotiamo la data del controllo, e quella data compare sulla pagina. Non è un dettaglio formale: un registro cambia, e un valore senza data non dice se descrive oggi o diciotto mesi fa.
Il quarto valore che pubblichiamo, il tipo di novità, è una classificazione nostra e non del registro. Distingue tre casi: una società che ottiene la concessione entrando per la prima volta sul mercato italiano, un marchio nuovo lanciato da una società già autorizzata, e un operatore di lunga presenza per cui è cambiata soltanto la concessione. Dove non abbiamo elementi sufficienti per stabilirlo, lo scriviamo invece di scegliere.
Che cosa non pubblichiamo, e perché
Non pubblichiamo un voto complessivo. Per assegnarlo servirebbe decidere quanto pesa un bonus rispetto a un palinsesto, e quel peso sarebbe una nostra preferenza travestita da misura. Mostriamo le voci separate e lasciamo il peso a chi legge.
Non pubblichiamo valori che non abbiamo verificato. Importi dei bonus, tempi di prelievo, numero di discipline e funzioni disponibili compariranno quando ciascuno avrà la propria fonte e la propria data. Riportare oggi quello che un operatore scrive di sé significherebbe trasferire la sua comunicazione dentro un confronto, che è esattamente ciò che un confronto dovrebbe evitare.
Non pubblichiamo pronostici. Gli strumenti di calcolo presenti sul sito, come quello su quote e margine, sono illustrazioni matematiche: mostrano come si legge una quota, non come andrà una partita.
Come rifare i nostri stessi controlli
Ogni verifica che facciamo è ripetibile senza strumenti particolari. Per un operatore si confrontano dominio, codice di concessione e ragione sociale con il registro dell’Agenzia; la procedura completa è descritta nella pagina su come verificare un sito.
Per le quote il controllo è aritmetico: cento diviso ciascuna quota dà le probabilità implicite, la loro somma meno cento dà il margine. Due operatori si confrontano solo sullo stesso mercato, sullo stesso evento e nello stesso momento.
Per i pagamenti il controllo riguarda soglie, tempi e strumenti ammessi in uscita, descritti nella pagina sui metodi di pagamento.
Per i bonus il controllo parte dal regolamento e non dalla comunicazione: importo, requisito, quota minima, mercati esclusi, termine e limite di prelievo, letti insieme. Il criterio è spiegato nella pagina sui bonus di benvenuto.
Se rifacendo uno di questi controlli ottieni un risultato diverso dal nostro, il nostro è da correggere. È il motivo per cui indichiamo sempre da dove viene un dato: un numero senza fonte non si può contestare, e un numero che non si può contestare non vale molto.
Che cosa cambierebbe questo metodo
Un metodo che non può essere smentito non è un metodo. Ci sono tre cose che ci farebbero cambiare quanto descritto qui, e vale la pena dichiararle in anticipo perché siano riconoscibili quando accadranno.
La prima è un errore dimostrato su un dato pubblicato: in quel caso il valore viene corretto, la data di verifica aggiornata e, se l’errore nasce dal procedimento e non dalla trascrizione, cambiamo il procedimento. La seconda è la disponibilità di una fonte migliore: se un dato oggi ricavato da più riscontri diventa disponibile in forma ufficiale, passiamo a quella e lo scriviamo.
La terza riguarda la classificazione della novità, che è l’unica parte interpretativa di questo lavoro. Se una distinzione fra tre casi si rivelasse insufficiente a descrivere quello che succede sul mercato, la distinzione va estesa, non forzata sui casi che non ci rientrano. Fino ad allora un operatore che non ricade con chiarezza in nessuno dei tre viene indicato come non classificato, e questo è un esito accettabile.
Quello che non cambierà è il principio: nessun valore senza fonte, nessuna media fra fonti che si contraddicono, nessun voto costruito su pesi non dichiarati. Sono vincoli che rendono il lavoro più lento e il risultato più povero di cifre, ed è un compromesso che accettiamo consapevolmente.
Sul metodo
e sui suoi limiti.
Le domande che è giusto fare a chi pubblica un confronto.
Consulta il portale ADM ↗ 01 Perché non assegnate un punteggio complessivo?
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Perché un punteggio unico somma cose che non si sommano: la solidità di una concessione e la generosità di un’offerta non stanno sulla stessa scala.
Un numero unico nasconde inoltre i pesi di chi lo ha costruito. Preferiamo mostrare le voci separate e dichiarare la fonte di ciascuna.
02 Che cosa succede se due fonti dicono cose diverse?
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Il dato viene pubblicato come non confermato, con l’indicazione che le fonti divergono. Non facciamo una media e non scegliamo la più comoda.
Un valore su cui due fonti non concordano è esso stesso un’informazione utile su quanto sia trasparente quell’aspetto.
03 Ricevete compensi dagli operatori?
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Alcuni collegamenti verso i siti degli operatori sono affiliati, come indicato nel piè di pagina di ogni pagina.
Questo non influisce sull’ordine in cui gli operatori compaiono: l’elenco è ordinato per tipo di novità e, all’interno di ciascun gruppo, alfabeticamente.
04 Con quale frequenza vengono ricontrollati i dati?
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I dati di concessione vengono riverificati a ogni aggiornamento di pagina e portano la data del controllo. Le informazioni che cambiano più spesso avranno la propria data accanto al valore.
Se una data è vecchia, è visibile: preferiamo una data scomoda a un valore senza data.
05 Posso segnalare un dato sbagliato?
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Sì, ed è il controllo più efficace che esista su un sito come questo. Ogni valore pubblicato indica la fonte proprio perché sia contestabile.
Una segnalazione che dimostra un errore porta a una correzione e a un aggiornamento della data di verifica.
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