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LA GUIDA

Quote scommesse: il calcolo del margine e il confronto fra operatori

Una quota contiene due informazioni: quanto restituisce e quanto trattiene. La seconda non è scritta da nessuna parte, ma si ricava in un passaggio. Da lì un confronto diventa possibile.

Una scrivania con fischietto, taccuino e cartellini – immagine generata con AI. AI
Con tre quote e una divisione si ricava il margine di un mercato 1X2. Immagine generata con AI

Quote scommesse: il calcolo della probabilità implicita

Le quote scommesse in Italia sono espresse in formato decimale. Il numero indica quanto viene restituito complessivamente per ogni euro giocato, puntata inclusa: con una quota di 2,00 si ottengono due euro per ogni euro, cioè un euro oltre la posta. È una convenzione, non un giudizio.

Da quel numero si ricava la probabilità implicita con una sola divisione: cento diviso la quota. Una quota di 2,00 corrisponde al 50%, una di 4,00 al 25%, una di 1,50 al 66,67%. Il calcolo è meccanico e non richiede alcuna conoscenza dell’evento: descrive la quota, non la partita.

Chi si chiede come si calcolano le quote di solito cerca il procedimento inverso: dalla probabilità alla quota. Anche quello è una divisione, cento diviso la probabilità in percentuale, ed è il passaggio che un operatore compie prima di aggiungere il proprio margine.

La parola «implicita» è importante. Quel 50% non è la probabilità che l’esito si verifichi: è la probabilità che si dovrebbe attribuire all’esito perché quella quota risultasse equa, margine escluso. La differenza fra le due cose è l’intero argomento di questa pagina.

Il margine del bookmaker: che cos’è l’overround

Prendiamo un mercato 1X2 con quote 2,00 – 3,50 – 4,00. Le probabilità implicite sono 50,00%, 28,57% e 25,00%. Sommate danno 103,57%. Ma i tre esiti coprono tutte le possibilità della partita, quindi la somma delle probabilità reali è esattamente 100%. L’eccedenza di 3,57 punti percentuali è il margine incorporato nelle quote: è il margine del bookmaker e si chiama overround.

Più l’overround è contenuto, più le quote sono generose su quel mercato. Con tre quote da 3,00 la somma sarebbe 100% esatto e il margine nullo, una situazione che nella pratica non si presenta. Con quote 1,80 – 3,20 – 4,00 la somma sale a 111,81% e l’overround a quasi 12 punti: a parità di esito la restituzione è sensibilmente più bassa.

Il calcolatore nel laboratorio di questo sito fa esattamente questi passaggi mentre si digitano le quote, mostrando le tre probabilità implicite, la loro somma e l’eccedenza. Serve a rendere visibile un numero che non compare mai sulla schedina.

Usare il margine per un confronto fra quote onesto

Confrontare le quote scommesse di operatori diversi ha senso solo a parità di mercato, di evento e di momento. Le quote si muovono durante la settimana, cambiano dopo le formazioni ufficiali e cambiano di nuovo in diretta: due valori rilevati a due ore di distanza non sono confrontabili, per quanto la differenza possa sembrare significativa.

Anche a parità di condizioni, un solo mercato non descrive un operatore. Il margine varia fra le competizioni maggiori e quelle minori, fra il risultato finale e i mercati sui giocatori, fra prematch e live. Un sito può essere competitivo sulla Serie A e molto meno su un campionato di seconda fascia. Per questo nel confronto fra i bookmaker non pubblichiamo un unico voto sulle quote: sarebbe una media che nasconde proprio l’informazione utile.

Il margine del bookmaker, letto così, smette di essere un dettaglio tecnico e diventa il numero che distingue due offerte apparentemente identiche. Con le quote scommesse resta comunque un principio semplice da applicare. Scegli il mercato che giochi davvero, rileva le tre quote nello stesso momento su due o tre siti, calcola l’overround di ciascuno e annota la data. Ripetuto qualche volta sugli eventi che segui, questo esercizio dice molto più di qualunque classifica generica. E poiché ogni operatore in elenco ha una concessione ADM verificabile, il confronto parte da una base comune.

05 / DOMANDE FREQUENTI

Sulle quote
e su quello che nascondono.

Le domande che tornano quando si passa dal numero sulla schedina a quello che significa.

Consulta il portale ADM ↗
01

Che cosa indica davvero una quota decimale?

+

Indica quanto viene restituito in totale per ogni euro giocato, puntata compresa. Una quota di 2,50 restituisce 2,50 euro complessivi per ogni euro, non 2,50 in aggiunta.

Da lì si ricava la probabilità implicita: 100 diviso la quota. Una quota di 2,50 corrisponde a una probabilità implicita del 40%.

È anche la risposta alla domanda su come si calcolano le quote a partire da una probabilità: si divide cento per la percentuale, e il risultato è la quota prima del margine.

02

Perché la somma delle probabilità supera il 100%?

+

Perché nelle quote è incorporato il margine dell’operatore. Se i tre esiti di un 1X2 sommassero esattamente 100, non resterebbe alcun margine a chi accetta la scommessa.

L’eccedenza oltre il 100% si chiama overround ed è la misura più diretta di quanto un mercato sia caricato.

03

Un overround più basso significa quote migliori?

+

Su quel singolo mercato sì: a parità di esito, un margine più contenuto lascia una quota più alta. Non è però una proprietà costante dell’operatore.

Lo stesso sito può applicare margini diversi fra campionati, fra tipi di mercato e fra prematch e live. Il confronto ha senso mercato per mercato, non in generale.

04

Il margine si distribuisce sempre in modo uguale sui tre esiti?

+

No, ed è la ragione per cui l’overround totale racconta solo una parte della storia. Il carico può pesare soprattutto sull’esito più giocato.

Confrontando le probabilità implicite una per una, e non solo la somma, si vede dove il margine è stato collocato.

05

Le quote scommesse dicono qual è la probabilità reale di un evento?

+

No. Dicono a quali condizioni l’operatore è disposto ad accettare quella scommessa, il che riflette sia una stima sia il flusso di denaro ricevuto sia il margine applicato.

La probabilità implicita è un numero ricavato dalla quota, non una misura del mondo. Nessun calcolo su questa pagina prevede un risultato.

06

Serve un conto aperto per confrontare le quote?

+

No. Le quote dei mercati principali sono pubbliche e consultabili senza registrarsi, e il calcolo del margine si fa con una calcolatrice.

Se un sito non mostra le proprie quote senza registrazione, quella è a sua volta un’informazione sul sito.

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